
Eccola, la Miura in tutto il suo splendore. A distanza di 40 anni la sua linea è ancora mozzafiato e sorprendentemente attuale. Protagonista indiscussa della "Supercar Company"
Ok, visto che di questi tempi siamo in vena di fare top ten e resoconti riguardo l'anno che sta finendo, anche io ne voglio fare una nel campo in cui meglio sono specializzato: le auto. In particolare la top ten di oggi riguarderà le migliori supercar di tutti i tempi. Le 10 macchine che più di ogni altra ci hanno fatto sognare e che ci rimandano alla mente il concetto stesso di supercar. Partirò dal basso, per aumentare la suspance, quindi leggete in ordine:
Pos. 10: Nissan GT-R R35.
Cominciamo con lei. Questa è discutibile. A me non piace. Ma soprattutto cosa ci fa una Nissan in una classifica del genere. Ve lo spiego. I giapponesi con la GT-R hanno creato un vero mostro dai limiti irraggiungibili. E' ipertecnologica e forse per questo non da emozioni degne di una vera supercar di razza, ma al contempo è pazzescamente veloce. E Porsche lo sa... Stupisce il fatto che riesca ad essere veloce come una Ferrari Scuderia (non sto esagerando) pur avendo 4 posti comodi e una linea discreta. Un vero punto di riferimento per ciò che vedremo in futuro. Anche se è brutta.
Pos. 9: Alfa 8C Competizione.
Chi ha detto che la supercar debba essere perfetta?! Assolutamente no. Guardate la 8c. Ammirate la 8c. Secondo Jeremy Clarkson (e me) questa è l'auto più bella di tutti i tempi. Non importa che nonostante i 450 cavalli dal motore Maserati alla guida sia un disastro. Emoziona, e questo conta più di ogni altra cosa in una supercar. Un oggetto del desiderio.
Pos. 8: Bugatti Veyron.
La più veloce, la più avanzata, la più inecologica e la più inutile auto di sempre. 407 km/h di velocità massima per 1000 cavalli. Eppure è comoda e silenziosa quando si vuole, e anche discreta in relazione alle potenzialità. Di certo la più avanzata applicazione scientifica sull'automobile di sempre. Ma non è questo che ci vuole per ambire al n°1. Ma basta per il n°8.
Pos. 7: Pagani Zonda.
Pazza. Assolutamente. La supercar più supercar delle supercar di oggi. Eppure è uscita dal nulla negli ultimi 10 anni. Il suono è stupendo, l'aspetto è da svenimento, la potenza abbondante, in più si guida anche bene, e il prezzo... serve chiedere? Un emblema. Mentre negli anni '70/'80 nelle camerette dei dodicenni c'erano i poster della Lamborghini Countach, se attualmente in ogni cameretta succedesse lo stesso, bhè non ci sono dubbi, sul poster ci sarebbe la Zonda. E' la Lamborghini Countach del terzo millennio, solo che si guida bene, appunto. Non ci sono altre parole per descriverla, assolutamente mozzafiato.
Pos. 6: Porsche 911.
Nel mio piccolo "Pantheon" delle supercar più celebri non potevano mancare i tedeschi della Porsche. Lasciate stare la Cayenne o la nuova Panamera, la 911 è l'unica Porsche davvero stampata nell'immaginario collettivo. Con quella tipica forma a curve a causa del motore a sbalzo posteriore, da 50 anni gli ingegneri tedeschi fanno sempre questo errore, eppure da 50 anni migliorano quest'auto progressivamente senza sosta, pur non allineandosi a standard di costruzione più ortodossi (motore centrale). Ma forse è per questa sua peculiarità che merita un posto qui. E non dimentichiamo che per quanto è sfruttabile c'è chi la definisce una "everyday supercar".
Pos. 5: Corvette.
Avete idea del suono che produce una Corvette? Nel caso non l'abbiate, bhè vi dico che idealmente suona le note dell'inno a stelle e strisce. Ora, gli americani non sono mai stati bravi a costruire auto che si guidassero bene. Ciò non toglie che la Corvette sia un'autentica supercar. Ma ora si sono evoluti anche loro, e per accattivarsi anche i gusti europei hanno dovuto fronteggiare la concorrenza locale. Per ora stanno vincendo...
Nonostante questo però, lo spirito Corvette è qualcosa di più profondo. Partendo dall'aspetto, passando per il rombo, per poi arrivare alla potenza dei suoi enormi V8 (monumenti all'America), senza dimenticare la sua lunghissima storia, la Corvette merita un posto qui perchè anche lei, essendo la supercar americana per eccellenza, è una pietra miliare.
Pos. 4: Mercedes 300SL Gullwing.
Ci avviciniamo alla zona podio con quella che qualcuno potrebbe porre addirittura al primo posto della classifica. La 300SL Gullwing più che altro non si ricorda perchè si guidava da Dio, era veloce certo, costava un capitale certo, era bellissima certo, ma queste caratteristiche, persino l'ultima sono meno importanti di un numero: 1954. Che sarebbe l'anno in cui questo pezzo di storia venne fuori la prima volta. E perchè è così importante? Per farvelo capire, vi viene in mente una supercar datata prima del 1954? No? Normale, perchè questa è la genesi, il punto di riferimento a cui tutte le supercar successive si sono ispirate. Comprese le Ferrari e le Lamborghini, che all'epoca erano trattori. Trattori agricoli davvero. In più la sua sagoma frontale con le porte ad ala di gabbiano aperte è una delle immagini più simboliche del mondo dell'auto di sempre. Semplicemente stupenda.
Pos. 3: McLaren F1.
Poteva mancare la cara vecchia Britannia? Certo che no, e non per motivi di simpatia, ma perchè ciò che hanno costruito circa 15 anni fa' degno è di essere ricordato per sempre. La McLaren F1 fu per lungo tempo l'auto stradale più veloce del mondo con i suoi 384 km/h di velocità massima. Ora la Veyron detiene questo titolo, eppure sono convinto che questa impallidirebbe comunque rispetto alla supersportiva d'Oltremanica. Non se sfidata in una gara di accelerazione sul dritto, ma sicuramente in una gara di accelerazione del battito cardiaco. Poche auto riescono a emozionare come questa, più che altro perchè fa davvero paura e richiede nervi saldi. A differenza della Veyron, che può essere guidata anche dal Chiwawa di Paris Hilton (correggetemi per favore). Ma la paura rientra tra le sensazioni che indipendentemente la supercar tipo deve suscitare. Per questo è bronzo.
Pos. 2: Lamborghini Miura.
La Lamborghini. Storicamente il marchio più politicamente scorretto del mondo. Guardacaso in quel di Sant'Agata producono supercar. Il che vuol dire che le supercar non devono essere noiose lezioni di fisica, ma oggetti viventi, animali da corsa. Purosangue a quattro ruote. Paurosi, come nel caso della McLaren sopra. E la Miura è la Lamborghini per antonomasia. Come la 300SL, è stato punto di riferimento, in quanto nel 1968 la prima supercar a motore centrale. Veloce si ma presentava anche degli inconvenienti. E quindi difetti. Molti. Ma perchè si ricorda allora? Per le sue porte che aperte ricordano la forma delle corna di un toro forse, per come le stesse bene il verde lime, per il suo aspetto che faceva, e fa ancora sognare, e per il suono. Il suo spirito rivive in un semplice concetto: fu costruita da ventenni in pochissimo tempo. Il che vuol dire senza regolamenti di marketing o cazzatine di oggi. Solo passione. Non avevo ancora usato questo termine nell'intero articolo, credo si adatti a tutte le 10 qui, ma a poche tanto bene quanto a questa. Argento indiscutibile.
Pos. 1: Ferrari F40.
Chi manca all'appello? Sembrerà scontato, perchè a questo punto sarebbe stato un reato non citare una rossa. Visto che ci sono cito la rossa più rossa e brillante: la F40. Costruita per celebrare i 40 anni della Ferrari, fu l'ultima fuoriserie prodotta sotto l'occhio di Enzo Ferrari, in onore del quale quasi venti anni dopo verrà costruita una rossa omonima. Perchè quindi questa e non la Enzo. Credo che a Gaetano interessi. Spiego il mio punto di vista. Le supercar sono auto che non hanno in sè la caratteristica intrinseca della velocità. Sembrerà un paradosso, ma se cosi fosse l'oro lo avrebbe meritato la Enzo. Ma non è così. Perchè prima di tutto le supercar sono divertimento. E quello che ancora oggi riesce a trasmettere la F40 è divertimento. Il bello è che a differenza della Enzo lo fa assolutamente senza l'ausilio di filtri tecnologici. E' guida pura e semplice, oltre che suono, look e potenza. E passione. Aveva tutte le caratteristiche per essere maledettamente veloce, e soprattutto pesava qualcosina in più di una mosca. Le guarnizioni sembravano fatte con sigillante per bagno e la vernice era così sottile che si intravedeva la fibra di carbonio al di sotto. Ma che importa. Sono proprio questi difetti a diventare per la F40 dei grandissimi pregi. Non la macchina perfetta. Ma la supercar perfetta. Vince lei.
Ho speso un bel po' del mio tempo per scrivere questo articolo, ma alla fine mi sono divertito, perchè le supercar sono costantemente gli oggetti del mio desiderio. Come evidenziato, quindi avrete notato i requisiti fondamentali dell'auto sportiva. Li elenco nel caso ne vogliate costruire una da zero: passione, aspetto, suono, senso della spettacolarità e per ultima cosa le prestazioni. Mischiate bene gli ingredienti e avrete la supercar perfetta. Ma muovetevi, perchè drammaticamente temo proprio che l'era delle supercar che potevano ambire a essere "perfette" stia per finire. E' un continuo allontanarsi dal concetto originale. Più passa il tempo meno è probabile che rivedremo una degna erede della F4o. Perchè la società si sta evolvendo a livello di responsabilità ambientali. E fra le altre cose, un po' implicitamente le supercar uccidono l'ambiente. Ma dico io, non potevamo rimanere ignoranti solo per il gusto di veder sfrecciare una volta di più un purosangue a quattro ruote? Questo è il problema. Anzi, il bivio.
2 commenti:
Davvero, davvero bello!
Ma vorrei fare una domanda da tifoso: perchè in questa speciale classifica non c'è la Jaguar XJ220?
Rispondo a Donato: In effetti la XJ220 non me la sono dimenticata, ci ho pensato sul fatto se fosse stata degna di un tale titolo. Eventualmente l'avrei piazzata al posto della Nissan GT-R, anche se le due auto sono totalmente agli antipodi: la GT-R è ipertecnologica e sofisticata, ma velocissima, e soprattutto il nuovo punto di riferimento per ciò che vedremo domani, diciamo la supercar del futuro nel presente, la XJ220, nonostante sia vecchia quasi 20 anni è in grado di battere sul dritto la Pagani Zonda, ma in realtà è sofisticata come un palo della luce. Ma come ho detto spesso nell'articolo, le emozioni contano più della velocità in sè. E la XJ220 emozionava, e parecchio. Mi dispiace non averla citata, ma garantisco che per un pelo non è entrata nella classifica.
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