L'era della rivolta

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Tunisia ed Egitto prima; Yemen, Libia e Bahrain adesso; Iran da un bel po' e Marocco, Algeria, Siria e Giordania forse tra non molto. L'Africa settentrionale e il Medio Oriente si ribellano, ma cosa succede in questi paesi ? Succede principalmente che la fame di questi popoli ha ridestato un desiderio di libertà da troppo tempo represso. Fermarsi qua pero' significa generalizzare troppo e sarebbe opportuno soffermarsi un po' sui diversi casi. Egitto, Tunisia e Yemen hanno vari punti in comune : regimi militari retti da uomini al potere da decenni con la pretesa di lasciare il regime in eredità a qualche parente, una corruzione dirompente, un potere pressochè assoluto in mano a questi dittatori che non hanno fatto altro che minimizzare su cio' che accadeva salvo poi arrendersi all'evidenza, un sistema di potere che fa in larghissima parte gli interessi di pochi imprenditori, un divario speventoso fra "abbienti" e "non abbienti". La Tunisia tuttavia è da sempre in condizioni migliori rispetto agli altri due stati e anche grazie alla sua posizione geografica risente maggiormente dell'influenza occidentale, Egitto e Yemen versano invece nell'ignoranza totale e in condizioni disastrose. Per quanto concerne l'informazione su queste rivolte, il problema è costituito dal fatto che i governi totalitari a rischio fanno di tutto per far passare all'estero e nei loro paesi quante meno informazioni possibili su cio' che sta accadendo. Accade che così che Gheddafi (che tra l'altro abbiamo felicemente ospitato da noi qualche mese fa...), mentre la Libia è in forte in rivolta e sappiamo di tensioni esplose a Tripoli e a Bengasi, continua a dare, attraverso la televisione di Stato, l'immagine di un paese in cui vi sono ancora manifestazioni di consenso al regime. A Manama il popolo scende in piazza e le migliaia di persone che stanno manifestando nella capitale del Bahrain chiedono una limitazione di poteri della monarchia, che nomina ancora i membri del Governo. La situazione dell'Iran la conosciamo nonostante anche qui Ahmadinejad, un altro campione di totalitarismo, faccia di tutto per nascondere le rivolte e per evitare che l' Iran diventi il nuovo Egitto o la nuova Tunisia, dove alla fine il governo è finito per cadere. Anche i giovani nel Magreb, visto che prima facevo riferimento anche al Marocco, sembra stiano trovando l'intesa per cercare di migliorare un futuro che non riserva loro certo non rosee prospettive. Perchè la rivolta scoppia ora ? uno dei motivi probabilmente è la diffusione di Internet, l'unico canale al mondo che per ora nessun governo di nessun paese puo' controllare e che ha permesso la simultaneità di questo movimento, la fame e l'altro motivo è ovviamente legato al fatto che nessuno puo' piu' sopportare un regime totalitario nel 2011, quando tutto l'Occidente ha delle forme di governo democratiche (almeno apparentemente, ma questo è un altro discorso)...già l' Occidente, anche qui sta il punto. L'Occidente che ha offerto a queste popolazioni un modello di vita che adesso vogliono a tutti i costi emulare, anche al prezzo di vite umane sacrificate per abbattere regimi in piedi da anni. L'Occidente in tutto questo, Obama in testa, guarda con favore a questi nuovi esperimenti di democrazia, mentre lo Stato di Israele guarda con preoccupazione a questi fatti, teme soprattutto che il rovesciamento di Mubarak in Egitto, un loro alleato, possa portare instabilità nella zona loro circostante. Che risultati ha prodotto infatti questo malessere ? In Iran ancora niente, ma il regime ormai sembra avere le ore contate; in Yemen si lotta proprio mentre scrivo questo articolo, così come in Libia e Barhain, mentre in Algeria si sta accendendo la miccia, in Marocco Mohamed IV cerca di evitare la rivolta andando incontro alla popolazione, in Egitto e Tunisia i governi sono caduti. Rispettivamente dopo 30 e 23 anni, Mubarak in Egitto e Ben Alì in Tunisia scappano precipitosamente di fronte alla cattiveria di un popolo affamato, alimentando le speranze degli altri paesi in rivolta. Ora bisogna vedere se questi popoli sapranno creare le condizioni affinchè si instaurino i presupposti per un governo maggiormente in grado di rispettare i principi di democrazia. La rivoluzione pero' è diversa in ogni paese e le motivazioni per scendere in piazza cambiano da persona a persona, basti pensare che in Tunisia giovani colti e istruiti chiedono maggiore libertà di popolazione, altri dichiarano di manifestare perchè stanchi di vedere il lusso da cui sono circondati i capi di governo, altri solo dalla fame, altri per un ideale e ogni uomo, ogni manifestante ha una storia diversa e certo non possiamo capire fino in fondo quanto questa questione si intrecci con quella islamica e con gli interessi petroliferi delle potenti èlite mondiali. Quanto ci riguardano queste rivolte ? Questo sicuramente un bel po', sia per la vicinanza geografica, sia per la partnership economica che l'Italia tiene con questi paesi, sia per un motivo a prima vista banale come il turismo (chissa quanti prima della rivolta in Egitto avevano previsto un'altra vacanza a Sharm el Sheikh...) e ultimo, ma non meno importante, l'immigrazione che da questi paesi si sta muovendo in maniera decisa anche verso l'Italia. Per questo è preoccupante la nostra disinformazione e il fatto che molti di noi non sapessero nemmeno il nome di chi era al governo poco tempo fa. Già ma in Italia purtroppo l'informazione, si sà, non è il massimo e mentre gli equilibri mondiali cambiano i nostri Tg fanno servizi del tipo " La pizza a Parigi", "il primo giorno di scuola dell'erede al trono giapponese", recensioni su iPhone, servizi sui gusti del gelato e altre robe scandalose che non sto qui a riportare e questo alimenta l'ignoranza e la distanza da questioni veramente importanti. Sì perchè cio' che non funziona in un altro paese oramai ci riguarda per forza in un sistema economico globalizzato e la disinformazione è l'arma piu' pericolosa usata a nostro svantaggio. Ritornando alle rivolte pero', dobbiamo guardare con favore a questi nuovi processi di democratizzazione, ma stare sempre attenti a quelli che sono gli interessi in gioco sulla scacchiera mondiale, per riuscire a far sì che un ideale politico sempre da perseguire si possa felicemente calare nella realtà attuale. Per quello che ci riguarda, come nazione, sarebbe importante dare una mano a queste popolazioni, ma forse sarebbe opportuno risolvere prima i nostri problemi, si spera senza giungere ai metodi drastici di questi paesi, ma il futuro non sembra presagire molto di buono...

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