Il gioco del calcio
Personalmente, lo dico da subito, il calcio non è il mio sport preferito. Siccome pero' c'è da inaugurare un giornale non posso non farlo cominciando dallo sport piu' popolare e amato in Italia. Sinceramente non so spiegarmi perchè in Italia il calcio sia un fenomeno così dirompente, mentre non lo è ad esempio negli Stati Uniti, praticamente non esiste in Cina o India dove la popolazione è venti volte piu' grande della nostra. In Italia pero' il calcio ha un potere pazzesco, basti pensare che la nazionale è una delle poche cose, forse l'unica, che riesce a mettere d'accordo tutti gli italiani. Nel nostro paese si sa, c'è un allenatore in ogni bar, in ogni classe, la stragrande maggioranza degli uomini adulti segue il calcio ed ha una squadra per cui tifare. Nonostante sappiamo benissimo che i nostri beniamini guadagnano miliardi per correre un'ora mezza dietro un pallone, e che noi invece ritorneremo a lavoro il giorno dopo la partita, molti di noi non vedono l'ora che arrivi la Domenica per guardare la propria squadra in TV, magari anche a pagamento, o ancora meglio andare allo stadio. Ci sono tifosi di tutti i tipi da chi è semplicemente informato sui risultati della sua squadra a chi va allo stadio tutte le domeniche, passando per persone che guardano la partita in TV tutte le domeniche o i "piccoli sostenitori" della squadretta del proprio paese provinciale, come accade qui ad Altamura. Ad Altamura poi, nonostante la cultura calcistica e sportiva ( e non solo...) sia pari a zero, ci sono miriadi di scuole di calcetto portate avanti da allenatori improvvisati che cercano di arrotondare lo stipendio, ma il calcio si sa è business a tutti i livelli. Il giro di soldi mondiale intorno a questo sport è qualcosa di incredibile, cifre da capogiro per acquistare giocatori, miliardi di euro per acquistare diritti televisivi, prezzi di biglietti alti anche per vedere una squadra di Serie D, soldi per lo staff, soldi da e per gli sponsor. Fa ridere ad esempio notare che quando in televisione si trasmettono le immagini di una conferenza stampa, la telecamera ruota in modo da far vedere tutti gli sponsor sapientemente appostati alle spalle di chi parla. Soldi a palate, che fanno girare questo sport. Chi guarda una partita pero' non pensa che il suo idolo, per cui si sta tanto agitando temendo un suo infortunio, guadagna in un giorno cio' che lui guadagnerà in due o tre anni, e anche se quel giocatore si dovesse infortunare e le partite le dovesse guardarle anche lui da casa, continuerà comunque a percepire quella somma esagerata. Un appassionato di calcio che guarda una partita, un tifoso più semplicemente e, lo confesso, ci sono dentro anch'io, è completamente assorto in un susseguirsi di emozioni, che vanno dalla rabbia a una gioia incontrollata, con degli sbalzi di tensione rapidissimi. Il calcio è una forma di evasione, semplicemente, e presa con il giusto distacco è un qualcosa di positivo, uno spettacolo come un altro, per chi tifa una squadra poi, quella squadra è una fede, una passione che segue da quando era bambino, che ti fa saltare per le vittorie e ti lascia di cattivo umore per le sconfitte. Non parliamo di chi strumentalizza e manipola intere partite e campionati mentre la gente paga il biglietto per andare a vedere la partita, ma parliamo della parziale evasione dalla realtà, di quei novanta minuti in cui lo spettatore gode di uno spettacolo unico, perchè ovviamente nessuna partita tornerà mai uguale ad un' altra. In Italia non mi spiego come faccia ad essere così diffusi ma certo i mondiali vinti nel 1982 e quello piu' recente del 2006 incrementano la passione, sfido a trovare qualcuno che quel fatidico 9 di Luglio non fosse attaccato alla televisione, e molti di noi associano ancora il ricordo di ogni partita dell'Italia in quel Campionato del Mondo con le persone con cui l'ha vista e col posto dove l'ha vista. Un ricordo indelebile, come tanti altri impressi nella mente di ogni tifoso dalla sua squadra. Ricordi sempre vivi, che rievocano imprese di eroi ( miliardari, va bene, ma sempre eroi ) che ci hanno fatto festeggiare per un giorno e hanno fatto sentire appagata la nostra fede e il nostro sostegno.
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