Leggendo l'articolo di Piero sul basket mi sono ricordato di avervi parlato almeno 4-5 volte di nostre uscite in bici ma non vi ho mai parlato precisamente del ciclismo,la mia grandissima passione nonche' attivita sportiva che pratica da almeno tre anni. Certamente credo che in questo sport ci voglia grandissima passione. Senza passione non mi alzerei la Domenica mattina alle 7 col freddo per fare 90 km rischiando di prendere secchiate d'acqua. Ma la passione mi e' venuta guardando questo sport in televisione. Uno sport che unisce l'adrenalina delle discese alla fatica delle salite, la resistenza della pianura alla potenza degli sprint, per non parlare delle emozioni di una pista, del fango del ciclocross o della mountain bike. E fin qui stiamo parlando di allenamenti, ma in una gara le emozioni sono triplicate: il coraggio che ci vuole per andare in fuga, bisogna rischiare o attendere ma ci vuole anche tattica e intelligenza, sapere quali sono le proprie forze, la gente ti urla dietro ai lati della strada e ti spinge su per la salita, difendere una posizione faticando fino a spaccarsi ma arrivare al traguardo colmi di sodddisfazione, scrutare un avversario in salita e scoprire che come te e' una maschera della fatica. E poi divertirsi in bici e' facile, soprattutto in compagnia, scoprire paesaggi stupendi che sono vicini a casa tua ma che senza la bici non avresti mai scoperto. Per non parlare di quanto possa diventare suggestiva un'uscita in bici al variare delle condizioni metereologiche o della posizione del sole. La bici ti puo' infine aiutare a scaricare la rabbia sui pedali, sviluppare muscoli, cuore e polmoni, bruciare calorie. La gente e la passione sono l'anima di questo sport che ad Altamura non e' molto praticato; mentre in Italia per numero di tesserati e' secondo solo al calcio; forse perche' da un lato c'e' poca cultura dello sport dall' altro sono tutti pigri che amano dormire, giocare alla play-station, oppure pagano 25 euro al mese per andare come pecore appresso al pallone in un campo di calcio. Poi mi sono ricordato dell'articolo di Marcello sugli eroi e i campioni, be' il ciclismo e' pieno di eroi: i ciclisti degli albori che facevano tappe di 400 km con bici di 20 kg, poi Coppi e Bartali, Gimondi, Merckx, il Maradona del ciclismo per fare un paragone, Indurain, Anquetil, fino ad arrivare ai giorni nostri con Pantani e Bettini che almeno per me sono i due piu' grandi. Eroi di imprese memorabili, vittorie, riscatti, traguardi impensabili, giornate infernali e altro e altro ancora, ricordo solo il Giro di Lombardia 2006 di Bettini e l'accopiata Giro-Tour nel 1998 del "Pirata". Potremmo stare a parlare di doping, ma dico soltanto che nel ciclismo ci sono dopati, ma ci sono controlli a non finire e c'e' gente che va a pane ed acqua e pratica questo sport come passione e c'e' gente che lo guarda in televisione e se la corsa passa sotto casa scende ad incitare i corridori ed e' questa gente l'anima di questo sport.
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