Signori,
l'anno scorso, dopo il GP di Indianapolis eravamo tutti in festa per la vittoria di Raikkonen che per un punto aveva beffato quel *indefinibile per ragioni di spazio* di Hamilton. Avevamo messo la bandiera del cavallino appesa sui giubbotti della classe, e avevamo onorato a lungo quel trionfo insperato.
E anche oggi ci abbiamo creduto fino all'ulimo, però...
Però quest'anno un certo Glock non ha resistito, e le ultime due curve le ha volute fare a passo d'uomo, forse era il suo sogno fin da quando era bambino passeggiare con la sua Toyota a rilento e far passare una Mclaren che magari aveva proprio bisogno di una posizione per vincere un titolo.
Mi dispiace Glock, ma da oggi sei bandito dalla nostra vista, forse non è colpa tua ma, fidati, per il tuo bene non farti vedere in giro.
Per Felipe, anche se non leggerai mai questo articolo perchè non verrai mai su questo blog: ci dispiace, stavamo già saltando di gioia anche noi quando ti sei illuso di aver vinto, sono cose che capitano ma che non dovevano capitare. E ora al posto tuo sta festeggiando quello stupido inglese a cui auguro un futuro roseo, ma in un altro mondo.
Pazienza, il mondiale costruttori ce l'abbiamo ancora noi, ci abbiamo creduto fino alla fine, stavamo per fare una statua in argento a Vettel che con bravura aveva spinto l'inglesino sull'orlo del precipizio...pazienza.
Domani, oltre a proclamare uno sciopero generale contro la Toyota, porteremo la nostra bandiera a mezz'asta, ancora una volta in classe, ancora una volta per dire che siamo italiani, che la Ferrari è la Ferrari e la tiferemo sempre, e, magari, per dire che forse, al posto di Glock, anche Alberto si sarebbe rivelato utile.
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